Forfettario 2019: partecipazioni in S.r.l. e limitazioni all’accesso

///Forfettario 2019: partecipazioni in S.r.l. e limitazioni all’accesso

Forfettario 2019: partecipazioni in S.r.l. e limitazioni all’accesso

di Francesco Sfregola

La Legge di Bilancio 2019, approvata in via definitiva, ha modificato il nuovo Regime Forfettario 2019, una delle più attese novità per il mondo delle partite iva.

Il punto che ha destato le maggiori preoccupazioni in questi ultimi giorni che hanno preceduto l’approvazione definitiva è stato sicuramente quello relativo all’esclusione dal regime agevolato di possessori di quote di partecipazione in società a responsabilità limitata anche non trasparenti, diversamente da quanto previsto dalla precedente versione del forfettario (quella valida fino al 31/12/2018 per intenderci).

La versione definitiva del testo approvato ha, seppur parzialmente, modificato tale condizione rendendo più agevole l’accesso al nuovo regime forfettario, in vigore dal 01 gennaio 2019.

La nuova “causa di esclusione” è fondata su due condizioni che devono verificarsi contemporaneamente; la presenza di solo una di esse non rappresenta causa di esclusione.
Nello specifico, non possono accedere al nuovo regime forfettario gli esercenti di attività d’impresa, arti e professioni che:

  • controllano direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata (ex art. 2359 c.c.);
  • esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni.

Caso 1
E’ possibile fruire del regime, per un artigiano restauratore che possiede una quota di partecipazione del 30% in una srl esercente l’attività di commercio al dettaglio di prodotti casalinghi.
In questo caso manca sia la condizione del controllo sia la riconducibilità dell’attività a quella svolta in forma individuale.

Caso 2
E’ possibile fruire del regime, per un commercialista che possiede una quota di partecipazione del 20% in una srl esercente l’attività di elaborazione dati.
In questo caso manca la condizione del controllo mentre vi è la riconducibilità dell’attività a quella svolta in forma individuale.
Diverso sarebbe se tale socio disponesse della maggioranza dei voti in assemblea, e quindi il controllo, in quanto sarebbe escluso dal forfettario.
Il legislatore ha voluto in questo caso impedire che una parte del fatturato sia di fatto realizzata dalla società “controllata” in modo che il contribuente esercente l’attività in forma individuale sia in grado di evitare il superamento della soglia di 65.000 euro di ricavi.

Confermata, invece, l’impossibilità di detenere partecipazioni in società di persone a prescindere dal controllo o dalla riconducibilità delle attività svolte.

Infine, dato l’avvicinarsi dell’entrata in vigore dal 1° gennaio 2019 della fatturazione elettronica, ricordiamo che l’adesione al regime forfettario prevede l’esclusione da tale obbligo.

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By | 2018-12-31T16:14:39+02:00 Dicembre 31st, 2018|Tax|

Dottore Commercialista e Revisore Legale, è CEO e Co-fondatore della Circle Consulting Srl specializzato in startup, business plan, contabilità e bilancio. Prima di Circle Consulting, Francesco ha maturato esperienze come auditor presso una delle big four, tra Milano e Bari, e come responsabile budget e project manager presso un’importante multinazionale della GDO.